Scuola, nuovi approcci o metodi antichi? La decadenza del sapere

(Fonte: prolifeinsieme.it)

https://www.orizzontescuola.it/maria-rita-parsi-la-scuola-sia-un-laboratorio-non-una-lezione-noiosa-cosi-si-ama-insegnare-e-imparare/

“La scuola è lo strumento attraverso cui viene trasmessa l’istruzione, un primo punto d’accesso alla cultura. Ha anche il compito di affiancare i giovani nella crescita personale, guidandoli nella scoperta della propria identità e preparandoli ad affrontare il mondo esterno” (dal web).
A scuola si imparano il rispetto, la tolleranza, il confronto con culture e bisogni diversi. Si esercita la pazienza e molto ancora.
Il diritto dei bambini e dei ragazzi è poter imparare e la scuola dell’obbligo deve offrire gli strumenti affinché, anche chi decidesse di non continuare con studi superiori e universitari, possa disporre di una discreta cultura generale.
Nel capitolo crescita personale degli alunni, scuola e famiglia, essendo complementari, devono lavorare in sinergia.
L’aspetto culturale, l’insegnamento delle materie spetta all’insegnante, il quale possiede i requisiti necessari per adempiere al meglio a questo compito.
Durante l’esperienza dell’obbligo scolastico è perciò fondamentale fornire agli alunni tutto ciò che è indispensabile per ottenere una cultura generale adeguata.
Quindi sapere leggere capendone il contenuto, saper scrivere senza errori ortografici e grammaticali. Saper parlare coniugando correttamente i tempi verbali. Saper fare di conto, riuscire a riconoscere le unità di misura e ad utilizzarle. Saper argomentare con senso, conoscere la terra, il mondo in cui si vive ecc.
Penso che fare bene questo lavoro richieda tempo e fatica e anche tanta fantasia, affinché la lezione risulti accattivante e non noiosa. Sempre nel limite del possibile in quanto, ahimè, compito della scuola è anche insegnare che non si può fare solo quello che ci piace.
Negli ultimi anni la scuola ha proposto sempre più attività di laboratorio attraverso progetti pensati per rendere l’approccio all’apprendimento più stimolante. Visti i risultati però non mi sembra che si sia raggiunto l‘obiettivo.
Nella mia esperienza trentennale nella scuola, in qualità di assistente/educatore di ragazzi con diverse disabilità, ho potuto osservare una perdita di cultura generale in tutte le discipline, dall’area umanistica a quella scientifica ecc.
Ho visto ragazzi abilissimi con gli strumenti tecnologici ma in grande difficoltà ad elaborare un testo scritto. Incapaci di argomentare, senza un metodo di studio.
È molto importante fornire ai ragazzi, durante l’obbligo scolastico, questi strumenti.
“Fornire loro una scuola polivalente con attività come cineforum, uso del digitale (consapevole ..!) educazione sessuale per renderli cittadini consapevoli (cit. Parsi) significa derubarli della bellezza dell’apprendimento della cultura nel senso classico del termine.
Ho visto a questo proposito alunni confondere personaggi storici, non riuscire a collocarli nel tempo, non avere la minima conoscenza della letteratura italiana.
E privarli dell’imparare il necessario per formare uomini e donne con una mente aperta.
Un insegnante che ama la propria materia riuscirà a farla amare, riuscirà a catturare l’attenzione dei ragazzi e diventerà un piacere ascoltarlo.
Tutto potrà diventare leggero, anche le materie più ostiche.
Non è solo una questione di contenuti ma della modalità con cui vengono trasmessi.
Forse un approccio più culturale, magari “antico” e meno “progettualistico” sarebbe da auspicare.
Perché mai considerarlo obsoleto? Geni si sono formati a quella scuola.

Angela D’Alessandro
Comitato “Pro-life insieme“

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